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venerdì 30 luglio 2010

Sesto giorno - Zagabria

E' stata dura ma alla fine sono riuscito a svegliarmi! Poco tempo per i preparativi ed alle 9:30 siamo già in viaggio verso Zagabria. Attraversiamo tutta la parte interna dell'Istria fino a Fiume dove entriamo finalmente in autostrada verso la capitale. In tutto sono poco più di 250 km, ed una cosa è impossibile non notare: in Croazia non c'è nulla. In tre ore di viaggio si incontrano pochi paesi, poche case e nessuna industria; anche nella prima periferia di Zagreb non ci sono ciminiere, impianti, produttività. Entrati in città è difficile non notare alcuni palazzoni dormitorio che sembrano recenti ma, forse per pregiudizio, rimandano ai quartieri costruiti in epoca comunista per la loro forma squadrata ed imponente. Le indicazioni per il centro non ammettono errori, in pochi minuti, senza l'aiuto del navigatore che voleva a tutti i costi portarci all'aeroporto, troviamo un comodissimo parcheggio coperto nei pressi della parte alta della città. Ci procuriamo una mappa ed un piccola guida all'ufficio del turismo. Vengono proposti due itinerari da fare a piedi; ovviamente li facciamo entrambi per un totale di circa cinque ore. Iniziamo dalla città alta, la parte più antica, e ci soffermiamo per prima alla torre Lotrscak da cui ogni mezzogiorno si spara a salve da un cannone; proseguiamo verso la chiesa di San Marco, particolare per il suo tetto con un enorme mosaico raffigurate due stemmi (quello del Regno Trino di Croazia, Dalmazia e Slavonia e quello della Città di Zagabria). Pochi passi e siamo alla porta di pietra, un affascinante ed intimo - nonostante il continuo passaggio di turisti e residenti - luogo votivo della città, davvero molto suggestivo. Attraversato una breve via denominata "ponte di sangue", arriviamo in piazza Bano Josip Jelacic, prima tappa della città bassa; gli edifici sono un ponte, hanno l'aria da grande capitale europea ma con un strizzata d'occhio al vicino est. Lo stile di molti palazzi prende spunto direttamente dalla secessione viennese, altri edifici hanno un che di barocco e altri ancora, in particolare la cattedrale, sono evidentemente frutto della stratificazione dei molteplici stili architettonici susseguitisi nei secoli. Un particolare curioso riguarda "I guardiani congelati", figure di bestie, angeli e demoni scolpiti nei colonnati degli edifici, che restano pietrificati di giorno ma che di notte si risvegliano per svolgere le loro missioni segrete. A questo punto ci meritiamo una breve pausa pranzo nella piazza dove si tiene il mercato all'aperto Dolac, il più grande ed importante della città. Non usano i classici tendoni da mercato ma semplici ombrelloni da spiaggia rossi a righe bianche, uno dei simboli cittadini; sono tutti uguali e sono moltissimi. Qui il cibo è ancora meno caro rispetto alla costa: per un uno strano Kebab, un panino vegetariano e due bottigliette d'acqua spendiamo 40 Kune, circa 7 euro. Giusto il tempo di inghiottire e ripartiamo verso la cattedrale che ricorda il Duomo di Milano ma in piccolo; davanti all'ingresso c'è anche una madonnina d'oro. Purtroppo qui, come in tutti gli altri edifici d'interesse, non possiamo entrare per via di Laika! Proseguiamo il nostro itinerario lungo il "ferro di cavallo verde" della città, tra strade commerciali, edifici storici e monumenti, tra cui il Teatro Nazionale Croato, l'Archivio Statale e diversi musei. Costeggiamo l'orto botanico, la Stazione Centrale e attraversiamo un bellisimo parco. Ritorniamo al punto di partenza, piazza Jelacic dove facciamo una sosta e acquistiamo la tipica torta di Zagabria: cinque centimetri di crema e panna montata racchiusi tra un sottile strato di sfoglia e uno di cioccolato. Compriamo anche un ombrellino di legno rosso, che riproduce gli ombrelloni simbolo della città e una riproduzione sempre in legno rosso del confortino, dolcetto al miele a forma di cuore, espressione tradizionale di amore e affetto. Non contenti, chiediamo consiglio al commesso del negozio di dischi per acquistare alcuni CD, perché vogliamo portare a casa anche un po' della la musica di questo posto e del suo popolo. Siamo entrambi molto stanchi ma felici di aver attraverso da ovest ad est il paese! Un'ultima cosa: ormai è certo che le previsioni meteo battono la saggezza popolare! Il padrone di casa ultra settantenne, asseriva giusto ieri che qui non piove mai perchè le nuvole si fermano prima. Morale, il meteo dava acqua a dirotto, mentre l'anziano saggio prevedeva sole: oggi ha diluviato in tutta l'Istria, Parenzo compresa!

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